Perché siamo tutti innamorati di Elon Musk?

il 19/04/17 11.20 di Andrea Ciulu su post-digital

Non passa settimana senza che Elon Musk annunci qualcosa di letteralmente fuori dal mondo, spesso con un tweet di dieci parole: viaggi spaziali, treni ultrasonici, tunnel giganti. La nonchalance con cui sgancia queste bombe è irritante e divertente al tempo stesso. E nonostante abbia accettato di sedersi al tavolo con Trump, ha conservato la sua popolarità. Anzi, il mondo sembra innamorato perso di Elon Musk, pifferaio magico armato di tecnologie quasi magiche, o che quantomeno adoriamo senza capirle del tutto.

Fosse solo questione di sogni la finirei qui, ma adesso che il market cap di Tesla, ovvero il valore totale delle sue azioni in borsa, ha superato quello di Ford, qualche domanda dovremmo farcela.

Perché Elon Musk piace così tanto? Perché al confronto Zuckerberg sembra un loser? Cos’è successo all’aura di Sergey Brin?

 

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Parlo per me, ma credo di parlare per molti: Elon Musk ci ha portati via dai nostri schermi. O almeno, ha portato la nostra immaginazione fuori dai recinti misurati in pollici del nostro laptop e del nostro smartphone. Elon Musk parla di COSE. Fisiche, tangibili, reali. Parla di terra e metallo, macchine e razzi. Non dell’ennesima app che promette di fare lievemente meglio quello che facevano le dieci app che hai già installato e cancellato. Non dell’ennesimo tool simpatico e scemo che ti trasforma i capelli, ti aggiunge scritte e porporina sulle foto. Non di un altro social network di cui dimenticherai la password finché non ti arriverà la solita email tristemente entusiasta: “È un po’ che non ti vediamo!”

 

Elon Musk parla di tecnologia finalmente come farebbe un adulto, anche se con l’entusiasmo di un bambino che ha miliardi da spendere in giocattoli.

 

Come pensiamo di far guidare a tutti un’auto elettrica senza che si sentano automobilisti di serie B? Come ci prepariamo all’eventualità che la Terra non basti più all’umanità? O anche, semplicemente: come liberiamo Los Angeles dagli ingorghi? Queste sono le domande che si fa un adulto, non “Come metto la faccina da cane?”

Questo ritorno del mondo fisico, con le sue necessità reali, lo avevamo visto arrivare tutti. Ma all’epoca era vestito da nerd e parlava di robottini e chip e stampanti 3D. I maker erano un segnale, ma lo leggevamo solo su Wired e sembrava una tribù come i goth o i normcore. Elon Musk invece ha travolto e coinvolto i simboli della vita di tutti i giorni: l’auto che guidiamo, il tetto di casa nostra. E poi ci ha restituito il sogno dell’esplorazione spaziale. Ora possiamo sintonizzarci per guardare un razzo che atterra nell’oceano invece di dover guardare un altro keynote deludente.

Eppure la tecnologia c’è, e tanta. Solo che non è tecnologia onanistica, fine a se stessa. È la tua auto che con un aggiornamento di sistema operativo improvvisamente va più veloce o guida da sola. È un razzo che può tornare sulla Terra ed essere riutilizzato. È il tetto della tua villetta che può assorbire più energia solare senza farla sembrare una brutta astronave a schiera.

Elon Musk potrebbe essere un buon riassunto del mondo post-digital: la tecnologia che smette di essere un fine e torna ad essere un mezzo, consapevole che nessuno di noi vive davvero per ottenere un Like.


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