<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=794647400734891&amp;ev=PageView &amp;noscript=1">

The stream of the Arkage

Cos'è una data strategy (e perché ne hai bisogno)

Picture of Pasquale Borriello

di Pasquale Borriello

26 aprile 2017

trending topic data strategy

Il mondo della comunicazione, dell'advertising e del marketing si stanno sovrapponendo al mondo della tecnologia. In questi anni stiamo letteralmente rivoluzionando il modo in cui scegliamo a chi parlare, come parlarci e cosa dirgli. È la nuova era post-digital, e per affrontarla al meglio hai bisogno di una data strategy.


Dai dati alla customer experience

La cosiddetta marketing technology sta portando ad una convergenza tra il marketing e l'information technology. In assoluto, il tema centrale di questi mesi è la DMP (data management platform). È l'architrave di tutta la data strategy perché serve a collezionare, classificare e archiviare tutti i dati a disposizione dell'azienda – qui trovi una definizione più estesa. Ed è cruciale per rivoluzionare la customer experience.

Il fattore chiave del successo è infatti comprendere che in qualunque business, per costruire la giusta customer experience, è importante sia conoscere e interpretare i bisogni del cliente sia avere gli strumenti per renderli 'tangibili' e deliverabili. E non si tratta semplicemente di misurare le performance delle campagne, ma di costruirle perché possano avere un impatto sul business.

Per essere utili ed ispirare strategie efficaci

i dati devono essere il più possibili precisi (non probabilistici), aggiornati in real-time e acquisiti direttamente (non mediati da terze parti)

Soltanto in questo modo i dati possono trasformarsi in insight preziosi per ridefinire i migliori contenuti e le migliori creatività su tutti i canali di comunicazione. I migliori esempi di comunicazione post-digital vanno esattamente in questa direzione.

Cosa fare con tutti questi dati?

Porre i dati al centro della nostra strategia significa semplificare i processi decisionali in un'ottica più efficiente e meno 'esoterica'. Ma soprattutto significa porre l'attenzione sul cliente e non sull'attività per raggiungerlo, ovvero passare dal media planning all'experience.

Ovviamente per l'utente non esiste media planning: è tutto experience, è solo quello che conta.L'elemento più importante per implementare questo approccio post-digital alla data strategy è il customer journey: il percorso che definisce l'esperienza di ogni singolo utente attraverso i touch point fisici o digitali della campagna.

Il customer journey efficace deve avere tre caratteristiche:

  • (1) partire da insight molto precisi basati su dati reali e non su 'personas' fittizie;
  • (2) coinvolgere il più possibile tutti i dipartimenti aziendali per avere una visione completa dell'esperienza utente su tutti i touch point;
  • (3) essere misurabile in real-time per studiare il comportamento di ogni utente e ottimizzare il più possibile.

Il fine ultimo e il massimo vantaggio per il nostro utente è sempre uno, e uno soltanto: migliorare la customer experience.

 

 

Picture of Pasquale Borriello

Pasquale Borriello

26 aprile 2017



Perché siamo tutti innamorati di Elon Musk?

Picture of Pasquale Borriello

Pasquale Borriello

26 aprile 2017

Cosa possiamo imparare dalle piattaforme che stanno cambiando il mondo

Picture of Pasquale Borriello

Pasquale Borriello

26 aprile 2017