Benvenuti nell'era post-digital

il 09/02/17 9.00 di Pasquale Borriello su post-digital

Siamo entrati nell'era post-digital. Interagiamo in nuovi modi e la tecnologia è ubiqua. Siamo testimoni della convergenza tra mondo fisico e digital. Ma cosa significa questo per il marketing e per la comunicazione?

Secondo la definizione standard, l'era post-digital è quella in cui viviamo e in cui cresceranno i nostri figli: la tecnologia pervade ogni parte della società.

Già nel 1998 Nicholas Negroponte aveva parlato di cosa poteva significare andare oltre al mondo digitale allora nascente.

E prefigurava uno scenario in cui il digital era sì onnipresente, ma in cui i veri cambiamenti sarebbero arrivati nei comportamenti e negli stili di vita. Solo allora, avremmo colto il senso della rivoluzione che si stava compiendo. Non potevamo infatti ancora comprendere in che modo la realtà digitale si sarebbe completamente sovrapposta alla realtà fisica.

Ora invece cominciamo a capire. Grazie a Uber, AirBnB, Facebook, Tinder, Alexa e tutti i servizi digitali che rendono possibili nuove esperienze nel mondo reale. Nuove esperienze arricchite dalle potenzialità del digitale e più gratificanti per l'utente rispetto alle esperienze puramente virtuali. Una nuova realtà arricchita dalla tecnologia. E chissà che Tim Cook non intenda in realtà anche un po' questo quando parla di realtà aumentata.

La tecnologia permea le nostre vite e la comunicazione non è più soltanto diretta, ma è anche iper-contestuale. La comunicazione post-digital si basa sul singolo momento, quello in cui il nostro consumatore decide di ascoltarci e detta le regole del gioco.

 

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Nel 2017 la separazione tra marketing tradizionale e marketing digitale non riesce più a dare risposte soddisfacenti. Isolare un mondo digitale rispetto al mondo fisico non è più possibile: i nostri clienti non sono “digitali” o “fisici” in momenti alterni. Dal lato delle aziende, l’ubiquità digitale significa anche insight basati sui dati. La possibilità di entrare in sintonia con il pubblico è offrirgli il mondo che vogliono, come lo vogliono, nel momento esatto in cui lo vogliono. Per farlo però bisogna riorganizzare le aziende intorno ai bisogni del proprio pubblico.

È necessario abbandonare l'approccio tradizionale e andare oltre l'advertising. Il linguaggio dei brand deve cambiare. La marketing technology può contribuire a ridefinire lo scenario e il perimetro d'azione, permettendo interazioni più efficaci e personalizzate. Ma soltanto una comunicazione più autentica può ridefinire i rapporti con il pubblico. Perché alla fine si tratta di creare esperienze eccezionali e di mantenere le promesse. In palio c'è la cosa più importante: la fiducia del pubblico. Questa è l’era post-digital.

 

Sposato, 3 figli. Amministratore Delegato Artattack Group, project director Netnoc. Studi in filosofia, matematica e una specializzazione in marketing in Canada.


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